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Il 24 marzo la FIDAS di Zapponeta ritorna a donare sangue, dopo tantissime chiamate al capo del DIMT della provincia di Foggia senza esito, per provvedere al calendario delle giornate di raccolta domenicali di sangue dell’anno 2013 a Zapponeta.
Grazie al signor Gabriele Mazzone (Amministratore dell’ospedale di Manfredonia), che ha aperto subito una porta all’Associazione FIDAS, essendo anche lui un donatore di sangue e che comprendendo quindi i vari problemi, ha fissato un incontro tra il Presidente della FIDAS Fabio Cercio e il Direttore Generale ASL di Foggia il Dott. Attilio Manfrini. Questo incontro è avvenuto subito dopo l’appello di richiesta d’aiuto del Primario del reparto trasfusionale di Manfredonia il Dott. Gaetano Granatiero che ha chiamato l’Associazione facendo appello per emergenza di sangue 0+.
Il Servizio Trasfusionale è quel reparto ospedaliero che, pur non avendo al suo interno pazienti degenti, ha la responsabilità di garantire a tutti i pazienti dell’ospedale la terapia trasfusionale, programmata o in urgenza, di cui questi hanno bisogno, fornendo quindi gli emocomponenti del sangue secondo le necessità di tutti i reparti. La FIDAS accoglie la richiesta e invia i donatori 0+ presso il reparto trasfusionale di Manfredonia, che a loro spese (carburante) hanno subito risposto positivamente alla richiesta di aiuto.
L’insufficiente disponibilità di emocomponenti, non soltanto mette in difficoltà tutti gli operatori sanitari (dai medici dei Servizi Trasfusionali ai medici dei Reparti che hanno in cura i pazienti da trasfondere), perché mette in forse la tempestività e l’efficacia delle stesse terapie, ma certamente aumenta la criticità delle condizioni di molti malati, anche solo per l’angoscia che genera in loro il temere che non saranno curati in modo ottimale e che la loro degenza si prolungherà per un’attesa che non dovrebbe esistere: l’attesa per la disponibilità del sangue. Non parliamo poi delle necessità urgenti o urgentissime di emocomponenti, quando la vita stessa di un paziente è legata alla tempestività di intervento, e quindi anche alla disponibilità immediata di una o più trasfusioni. "Ringrazio i vertici della Asl per la sensibilità espressa nei confronti dei donatori di sangue. - ha commentato il Presidente Fabio Cercio - L'annoso problema è ormai risolto, e i nostri donatori meritano di poter donare, vista l’importanza e la volontarietà del loro gesto ".
Il 24 marzo la FIDAS di Zapponeta ritorna a donare sangue, dopo tantissime chiamate al capo del DIMT della provincia di Foggia ma senza esito, per provvedere al calendario delle giornate di raccolta domenicali di sangue dell’anno 2013 a Zapponeta.
Grazie al signor Gabriele Mazzone (Amministratore dell’ospedale di Manfredonia), che ha aperto subito una porta all’Associazione FIDAS, essendo anche lui un donatore di sangue e comprendendo quindi i vari problemi, ha fissato un incontro tra il Presidente della FIDAS Fabio Cercio e il Direttore Generale ASL di Foggia il dott. Attilio Manfrini. Questo incontro è avvenuto subito dopo l’appello di richiesta d’aiuto del Primario del reparto trasfusionale di Manfredonia il dott. Gaetano Granatiero che ha chiamato l’Associazione facendo appello per emergenza di sangue 0+. Il Servizio Trasfusionale è quel reparto ospedaliero che, pur non avendo al suo interno pazienti degenti, ha la responsabilità di garantire a tutti i pazienti dell’ospedale la terapia trasfusionale, programmata o in urgenza, di cui questi hanno bisogno, fornendo quindi gli emocomponenti del sangue secondo le necessità di tutti i reparti. La FIDAS accoglie la richiesta e invia i donatori 0+ presso il reparto trasfusionale di Manfredonia, che a loro spese (carburante) hanno subito risposto positivamente alla richiesta di aiuto.
L’insufficiente disponibilità di emocomponenti, non soltanto mette in difficoltà tutti gli operatori sanitari (dai medici dei Servizi Trasfusionali ai medici dei Reparti che hanno in cura i pazienti da trasfondere), perché mette in forse la tempestività e l’efficacia delle stesse terapie, ma certamente aumenta la criticità delle condizioni di molti malati, anche solo per l’angoscia che genera in loro il temere che non saranno curati in modo ottimale e che la loro degenza si prolungherà per un’attesa che non dovrebbe esistere: l’attesa per la disponibilità del sangue. Non parliamo poi delle necessità urgenti o urgentissime di emocomponenti, quando la vita stessa di un paziente è legata alla tempestività di intervento, e quindi anche alla disponibilità immediata di una o più trasfusioni. <<Ringrazio i vertici della Asl per la sensibilità espressa nei confronti dei donatori di sangue - ha commentato il Presidente Fabio Cercio - l’annoso problema è ormai risolto, e i nostri donatori meritano di poter donare, vista l’importanza e la volontarietà del loro gesto>>. |